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Miglionico
- Un omaggio all'uomo, prima ancora che all'artista.
Così Miglionico ha voluto ricordare il pittore
Michelangelo Laforgia, perché a raccontare l'artista ci
pensano le sue innumerevoli tele. Qualche giorno fa
Miglionico ha voluto celebrare il suo artista
consegnando una targa ricordo alla famiglia, in
occasione dell'inaugurazione di una collettiva
permanente di pittura di artisti miglionichesi. La
dedizione all'arte creativa della pittura ha guidato il
progetto di vita di Laforgia con la sua personale idea
di pittura che ha rappresentato una melodica commistione
tra impressionismo e realismo rendendo vero e familiare
ogni attimo del tempo. «Il fermento artistico del nostro
paese -ha ricordato il sindaco, Angelo Buono- è sempre
stato attivo con una produzione che dimostra grandi
qualità e capacità espressive. Laforgia né è un degno
rappresentante per questo dedicheremo all'artista una
via del paese». Michelangelo Laforgia nasce nel 1921.
Dapprima impara i rudimenti del mestiere di contadino
dal padre, poi gli eventi della vita lo spingeranno
verso un'altra direzione. Posa la zappa ed imbraccia un
fucile, viene chiamato alle armi all'età di 20 anni e
parte per l'Africa. Qui fa una scoperta meravigliosa.
Vede per la prima volta il mare: nei suoi appunti
annoterà “per la prima volta ho visto il mare,
apprezzandone l'immensità e l'azzurro”. È l'inizio della
confidenza con il colore, che coltiva da prigioniero in
un'isola sperduta del pacifico dove comincia a
dipingere. «Barattavo il cibo con i colori e le
tavolozze pur di impegnare il tempo e la mente»,
racconterà ai suoi cari al ritorno dalla guerra.
«L'esordio pittorico di Laforgia -ha detto il professor
Domenico Lascaro in occasione della consegna della
targa- è segnato da alcune opere che prendono spunto dal
vivace clima del paese natio del pittore.Attento ai molteplici stimoli offerti da un ambiente in cui si trovavano scorci meravigliosi, paesaggi incantevoli oltre che alcuni capolavori dell'architettura, come ad esempio il castello del Malconsiglio. Impressionerà quegli spazi donandogli attimi di eternità». Le opere, per complessive cinquantacinque tavole, sono raccolte nel volume “Riscoprire Miglionico” edito nel 1983 quando il pittore era ancora vivente. In un commento al volume il professor Giacomo Amati scriverà: «Siamo di fronte ad un capolavoro che affascina non solo chi sa leggere con disinvoltura tra le righe dell'arte, ma anche il semplice osservatore a dimostrazione di come il pittore, con semplicità sa arrivare al cuore». Nella sua ultima fase artistica Laforgia abbandona i vicoli di Miglionico per rappresentare spazi interminabili, paesaggi naturali e nature morte. Anche le forme geometriche dei sui quadri si dilatano: le tele diventano più grandi e il suo sguardo va per il mondo non restando indifferente alla tragedia dell'11 settembre. A 81 anni realizza un dipinto delle “Twin Towers” ferite dalla follia. Giovanni Martemucci |
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Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9 - 75100 Matera - Tel. 0835 310375 |