Miglionico
- Prima di interloquire con gli illustri esponenti
regionali di area socialista, sulle prospettive future
della Basilicata e della costituzione di un nuovo
partito Socialista in Basilicata, ci sia consentito, da
vecchio iscritto al Psi fin dal 1970, di esprimere
alcune considerazioni di carattere storico e politico,
per capire la storia e trarre da essa utili
insegnamenti. Tutti i compagni che intendono partecipare
al dibattito sull'unità socialista, a cominciare dal
validissimo compagno Mauro Armando Tita, di cui ho
apprezzato l'ultimo articolo pubblicato sul giornale “Il
Quotidiano” del 17 c.m., devono tener presente, che
Craxi è stato ucciso dal gollismo biancorosso, sotto
l'abile regia di un ex poliziotto, un tale Di Pietro da
Montenero di Bisaccia. I socialisti, dopo le vicende di
Tangentopoli, hanno attraversato un momento drammatico e
doloroso, un periodo durante il quale molti sono stati i
rischi di scomparire. Come afferma il compagno Tita, chi
si è trasferito in Forza Italia, chi nei D.S. Ci sono
tanti socialisti al contrario, come Tita e il
sottoscritto che hanno preferito l'Aventino dopo anni di
isolamento e bocconi amari. Ora vogliamo nuovamente, con
forza, affermare l'ideale e i valori cui abbiamo creduto
sin dal 1882, anno della fondazione del partito
socialista a Genova. L'impegno dei socialisti lucani,
ovunque attualmente collocati politicamente, è quello di
lavorare per svolgere un ruolo importante e riprendere,
con umiltà, la strada verso una futura unità dei
socialisti. Siamo pronti a riscrivere la storia, a
costruirne una nuova, a ripartire per un'ennesima
meravigliosa ed esaltante avventura al profumo di
garofano. Le condizioni per garantire la sopravvivenza
della realtà socialista sono tutte nelle nostre mani,
nessuno ci legittima! Dopo tangentopoli nulla è
cambiato, i partiti sono morti e al loro posto, come,
purtroppo, anche in Basilicata, ci sono gruppi di
potere, sorretti da “reti parentali” eda “famuli
piazzati” nei vari enti, remunerati con laute prebende a
danno del pubblico Erario. Il tentativo ultimo di
approvare la cosiddetta legge dei portaborse, è l'ultimo
esempio, in Basilicata, di una classe politica non degna
di questo nome! A distanza di bene diciassette anni da
Tangentopoli, vi è una povertà politica anche in
Basilicata. La concezione proprietaria del potere, l'uso
indiscriminato delle istituzioni, stanno delineando, il
profilo di “democrazia totalitaria”. La Basilicata non
ha una classe politica degna di questo nome! Altro che
tangentopoli, onorevole D'Alema Le ruberie e lo spreco
del denaro pubblico in Basilicata da parte dei “nuovi
politici” sono enormi! Emerge cari compagni e stimati
esponenti politici e vecchi iscritti del Psi, la
necessità di un impegno di tutti i socialisti, ovunque
attualmente collocati, a rompere gli indugi, per
lanciare immediatamente nel paese, a partire dalla
Basilicata del socialista Scotellaro, un progetto
riformista che si saldi e si riconosca nel
liberalsocialismo, di Turati, Rosselli e Bettino Craxi.
La Basilicata ha bisogno di veri e propri socialisti e
non di quelli camuffati, per riportare in alto la
bandiera che, fin dal 1882 a Genova, li coalizzò per
fare delle plebe un popolo. Come afferma il compagno
Tita “ripren - diamoci Rocco Scotellaro e facciamo tutti
un passo indietro” per l'unità di tutti i socialisti! La
Basilicata è ridotta alle pezze, non avendo più una
classe politica all'altezza dei problemi! I
catto-comunisti lucani hanno svenduto l'acqua e il
petrolio, ricchezza del sottosuolo lucano! La
mortificazione della politica, lo svuotamento dei
partiti, il venir meno delle regole democratiche,
l'enorme spreco di soldi pubblici, l'immortalità della
nuova classe politica, sono alcuni degli effetti
negativi della seconda Repubblica anche in Basilicata.
Michele Ribellino responsabile Socialisti di
Miglionico. |