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MICHELE RIBELLINO 
Il Quotidiano della Basilicata
20 Agosto 2009
Dopo tangentopoli senza classe dirigente
Michele RibellinoMiglionico - Prima di interloquire con gli illustri esponenti regionali di area socialista, sulle prospettive future della Basilicata e della costituzione di un nuovo partito Socialista in Basilicata, ci sia consentito, da vecchio iscritto al Psi fin dal 1970, di esprimere alcune considerazioni di carattere storico e politico, per capire la storia e trarre da essa utili insegnamenti. Tutti i compagni che intendono partecipare al dibattito sull'unità socialista, a cominciare dal validissimo compagno Mauro Armando Tita, di cui ho apprezzato l'ultimo articolo pubblicato sul giornale “Il Quotidiano” del 17 c.m., devono tener presente, che Craxi è stato ucciso dal gollismo biancorosso, sotto l'abile regia di un ex poliziotto, un tale Di Pietro da Montenero di Bisaccia. I socialisti, dopo le vicende di Tangentopoli, hanno attraversato un momento drammatico e doloroso, un periodo durante il quale molti sono stati i rischi di scomparire. Come afferma il compagno Tita, chi si è trasferito in Forza Italia, chi nei D.S. Ci sono tanti socialisti al contrario, come Tita e il sottoscritto che hanno preferito l'Aventino dopo anni di isolamento e bocconi amari. Ora vogliamo nuovamente, con forza, affermare l'ideale e i valori cui abbiamo creduto sin dal 1882, anno della fondazione del partito socialista a Genova. L'impegno dei socialisti lucani, ovunque attualmente collocati politicamente, è quello di lavorare per svolgere un ruolo importante e riprendere, con umiltà, la strada verso una futura unità dei socialisti. Siamo pronti a riscrivere la storia, a costruirne una nuova, a ripartire per un'ennesima meravigliosa ed esaltante avventura al profumo di garofano. Le condizioni per garantire la sopravvivenza della realtà socialista sono tutte nelle nostre mani, nessuno ci legittima! Dopo tangentopoli nulla è cambiato, i partiti sono morti e al loro posto, come, purtroppo, anche in Basilicata, ci sono gruppi di potere, sorretti da “reti parentali” eda “famuli piazzati” nei vari enti, remunerati con laute prebende a danno del pubblico Erario. Il tentativo ultimo di approvare la cosiddetta legge dei portaborse, è l'ultimo esempio, in Basilicata, di una classe politica non degna di questo nome! A distanza di bene diciassette anni da Tangentopoli, vi è una povertà politica anche in Basilicata. La concezione proprietaria del potere, l'uso indiscriminato delle istituzioni, stanno delineando, il profilo di “democrazia totalitaria”. La Basilicata non ha una classe politica degna di questo nome! Altro che tangentopoli, onorevole D'Alema Le ruberie e lo spreco del denaro pubblico in Basilicata da parte dei “nuovi politici” sono enormi! Emerge cari compagni e stimati esponenti politici e vecchi iscritti del Psi, la necessità di un impegno di tutti i socialisti, ovunque attualmente collocati, a rompere gli indugi, per lanciare immediatamente nel paese, a partire dalla Basilicata del socialista Scotellaro, un progetto riformista che si saldi e si riconosca nel liberalsocialismo, di Turati, Rosselli e Bettino Craxi. La Basilicata ha bisogno di veri e propri socialisti e non di quelli camuffati, per riportare in alto la bandiera che, fin dal 1882 a Genova, li coalizzò per fare delle plebe un popolo. Come afferma il compagno Tita “ripren - diamoci Rocco Scotellaro e facciamo tutti un passo indietro” per l'unità di tutti i socialisti! La Basilicata è ridotta alle pezze, non avendo più una classe politica all'altezza dei problemi! I catto-comunisti lucani hanno svenduto l'acqua e il petrolio, ricchezza del sottosuolo lucano! La mortificazione della politica, lo svuotamento dei partiti, il venir meno delle regole democratiche, l'enorme spreco di soldi pubblici, l'immortalità della nuova classe politica, sono alcuni degli effetti negativi della seconda Repubblica anche in Basilicata. Michele Ribellino responsabile Socialisti di Miglionico.

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