Uomini e fatti di Miglionico

Uomini e Fatti

Origini di Miglionico
Arcipreti dal V sec.
Michele Bianco
Nicola Cinnella
Curiosità storiche 
Niccolò De Ruggieri
Nicola De Ruggieri
Pietro De Ruggieri
Michele Ditrinco
Ettore Fieramosca
Don Donato Gallucci  1
Don Donato Gallucci  2
Famiglia Grande
Il Maestro di Miglionico
Michele Laforgia
M.F. Leogrande
Francesco Marinaro
Marc'Antonio Mazzone 
Andrea Miglionico
Monumento ai Caduti
Pasquale Musillo
Nomina E. Fieramosca
Notizie storiche
Notizie storiche varie
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Padre Eufemio
Relazione "Gaudioso"
Il Romitone
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Sindaci dal 1809 
Mario Spada
Don Mario Spinello
Francesco Stabile 
Storia Risorgimentale
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Prefetti della Provincia di Matera dal 1926
 
 

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ANDREA MIGLIONICO
da GLI UOMINI CHE HANNO FATTO MIGLIONICO di Giuseppe Ventura - Ed. Montemurro, 1977, Matera

Andrea Miglionico, "Pittore, allievo del Giordano di Napoli, era nato a Miglionìco, aveva operato a Miglionico ed era morto a Ginosa Marina, patria di provenienza. Attualmente si stanno facendo delle ricerche su questo autore e si sta mettendo un po' a soqquadro anche le Enciclopedie perché confondevano il nostro illustre concittadino Andrea Mìglionico con un altro, un pittore, pure giordanesco, ma non concittadino, il MALINCONICO. Il nostro concittadino visse nel sec. XVII: nell'archivio parrocchiale di Miglionico c'è l'atto di battesimo e di matrimonio, con la variazione della morte; ebbe 12 figli tutti vivi che « lavoravano », solo due però diventarono pittori come il padre. Fu anche perseguitato. dalla « Gendarmeria)) di Miglionico perché era « troppo libero e scostumato nelle raffigurazioni » e si arrivò a tal punto che lo studio dove lavorava fu requisito e dentro vi fu messa la Gendarmeria, fino. al 1848: era l'attuale farmacia [la farmagia del dr. Motta, in largo Chiesa Madre]. In quell'anno. arrìvarono le truppe reali contro i briganti ed allora il ricordo fu insabbiato. Ora sta uscendo : ho visto delle fotografie dei dipinti del Miglionico e sono molto belli. Con Don Mario [Spinello] ne ho veduti moltissimi provenienti dal Seminario di Conza, dove erano stati trasportati e nascosti insieme al « Tesoro dei Hevertera » di Salandra, che dopo la soppressione della Feudalità in Italia Meridionale nel 1829, essendo gli ultimi Signori di Miglionico, portarono via tutto ciò che nel Castello vi era di bello e prezioso: tele, ori, monete, mobili, abbigliamenti presiosi, ecc. e depositarono nei sotterranei della fortezza di Conza, diventata poi Seminario Vescovile Papale e solo nel 1975, per motivi di restauro, svuotati i depositi fu ritrovata tanta roha : anche se in condizione non buone... e non per tornare a Miglionico!"...


All rights reserved - Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999