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Andrea
Miglionico, "Pittore, allievo del Giordano di Napoli, era nato a Miglionìco,
aveva operato a Miglionico ed era morto a Ginosa Marina, patria di provenienza.
Attualmente si stanno facendo delle ricerche su questo autore e si sta mettendo
un po' a soqquadro anche le Enciclopedie perché confondevano il nostro illustre
concittadino Andrea Mìglionico con un altro, un pittore, pure giordanesco, ma
non concittadino, il MALINCONICO. Il nostro concittadino visse nel sec. XVII:
nell'archivio parrocchiale di Miglionico c'è l'atto di battesimo e di
matrimonio, con la variazione della morte; ebbe 12 figli tutti vivi che «
lavoravano », solo due però diventarono pittori come il padre. Fu anche
perseguitato. dalla « Gendarmeria)) di Miglionico perché era « troppo libero e
scostumato nelle raffigurazioni » e si arrivò a tal punto che lo studio dove
lavorava fu requisito e dentro vi fu messa la Gendarmeria, fino. al 1848: era
l'attuale farmacia [la farmagia del dr. Motta, in largo Chiesa Madre]. In quell'anno.
arrìvarono le truppe reali contro i briganti ed allora il ricordo fu insabbiato.
Ora sta uscendo : ho visto delle fotografie dei dipinti del Miglionico e sono
molto belli. Con Don Mario [Spinello] ne ho veduti moltissimi provenienti dal
Seminario di Conza, dove erano stati trasportati e nascosti insieme al « Tesoro
dei Hevertera » di Salandra, che dopo la soppressione della Feudalità in Italia
Meridionale nel 1829, essendo gli ultimi Signori di Miglionico, portarono via
tutto ciò che nel Castello vi era di bello e prezioso: tele, ori, monete,
mobili, abbigliamenti presiosi, ecc. e depositarono nei sotterranei della
fortezza di Conza, diventata poi Seminario Vescovile Papale e solo nel 1975, per
motivi di restauro, svuotati i depositi fu ritrovata tanta roha : anche se in
condizione non buone... e non per tornare a Miglionico!"...
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