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DOMENICO SARLI
Miglionicoweb
22 Febbraio 2011
Miglionico e i 150 anni dell’ Unità d’Italia
1861: nasce l’Italia
Proclamazione ufficiale del Regno d’Italia
Legge n. 1 del Regno d’Italia – 21 aprile 1861
(ex Legge 17 marzo 1861 del Regno di Sardegna – Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 67, 17 marzo 1861)
Il 17 marzo 1861, a Palazzo Carignano di Torino fu proclamata l’Unità d’Italia, con legge n. 4671, promulgata dal Re le cui parole del documento recitano:
Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, eccetera.
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiano sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico:
Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia.
Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Da Torino addì 17 marzo 1861.
Firmato: Vittorio Emanuele.

Controfirmato: Cavour, Minghetti, Cassinis, Vegezzi, Fanti, Mamiani, Corsi, Peruzzi.


1861 - 2011

Bandiera del Regno d'ItaliaIl 17 marzo prossimo, 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia, sarà festa nazionale.
Sarò presente alla celebrazione romana portando con me lo spirito e l’orgoglio della mia comunità di origine: Miglionico.
Miglionico ha contribuito a questa pagina del nostro Risorgimento.
Il 1800 fu caratterizzato dall’incremento delle sette segrete Carbonare e Massoniche in tutta l’Europa.
In data 25 giugno 1818 si scoprì a Miglionico l’esistenza di una società segreta (la Carboneria) facente capo a Domenico Maggiore e con sede nella sua abitazione “ qui gli adepti tenevano periodiche riunioni notturne e adoperavano una divisa fatta di mantelli scuri e berrettoni di rame bianco “(Maria Antonietta De Cristofaro).
La setta era in collegamento con Napoli e nel 1820 la diffusione della conquista in Spagna del regime costituzionale contribuì notevolmente ad esaltare gli ambienti carbonari.
Gli ideali dei moti del 1848 e il breve sogno della Repubblica Romana trovarono adepti in Miglionico: il mazziniano Stemma del Regno d'ItaliaAvv. Giambattista Matera.
Un gruppo di rivoluzionari, provenienti da ogni ceto sociale, partecipò all’insurrezione di Potenza avvenuta il 18 Agosto 1860 e altri presero parte alla “Breccia di Porta Pia” il 20 settembre 1870.
Durante la seduta alla Camera dei Deputati, il 18 gennaio 1953 l’onorevole Michele Bianco affermava:”Io sono figlio di un contadino analfabeta, che però, da volontario, il 20 settembre 1870, era alla breccia di Porta Pia ove prese parte alla liberazione della nostra capitale…”.
E’ da sottolineare che Miglionico ebbe, anche per queste ascendenze risorgimentali, sempre illustri rappresentanti nell’Italia liberale post unitaria.
Basti citare l’esempio dell’onorevole Nicola de Ruggieri, che, sulla vita politica regionale, ebbe grande influsso.
In ogni famiglia di Miglionico c’è una persona che ha contribuito a fare la storia d’Italia.
Ognuno di noi, durante le fredde serate invernali e seduti vicino ad un camino, ha sentito raccontare da suo nonno cavaliere di Vittorio Veneto le imprese della grande guerra.
Michelangelo Ditrinco nel 1916 fu decorato della medaglia d‘argento “Per primo e solo entrava in un trinceramento avversario, e, con opportuno stratagemma,tratteneva i nemici, facilitando al proprio ufficiale di farli prigionieri. San Michele, 7 Dicembre 1915”.
Bandiera italianaIl 17 Marzo dovrebbe essere l’occasione per trovare in famiglia quell’ amor patrio, custodito dalle nostre mamme che hanno raccontato ai propri figli quando sua padre partì militare nella Seconda Guerra Mondiale.
Ricordiamo il tenente Pietro Sivilia che “il 9 settembre 1943 con alcuni ufficiali si era recato in una cava di pietra a circa due chilometri da Bitetto(Ba), dove si erano accampati dei soldatiAlfredo Sarli tedeschi che derubavano i passanti, per parlamentare e cercare di invitarli eventualmente alla resa. Ma i tedeschi non gli diedero neppure tempo di aprire bocca e reagirono con improvvise scariche di mitra che uccisero tutti i componenti del gruppo” (Giuseppe La Rocca) e il finanziere Alfredo Sarli che
partecipava volontariamente all’attacco di una munita posizione, contribuendo a contenere l’impeto del nemico fino al sopraggiungere dei rinforzi. Si lanciava, quindi, tra i primi all’assalto trovando gloriosa morte “.Satonici 16 Marzo 1942 (motivazione della croce di guerra).
“Il Risorgimento rimane il processo politico più importante e positivo che il nostro Paese abbia conosciuto nei mille anni di vita della nazione italiana “(Rosario Romeo).
Fu segnato anche da errori come il fenomeno del brigantaggio, le fucilazioni di Bronte o il massacro di Pontelandolfo.
Ma ll 17 marzo 1861 è una data da ricordare perché nasceva ufficialmente l’Italia e l’Italia risorgimentale deve rendere onore ai vinti.
Ho proposto al sindaco, Ing. Angelo Buono, di “traslocare” le lapidi che richiamo al nostro riscatto risorgimentale, poste sul vecchio palazzo comunale, in un posto idoneo del nostro restaurato castello.
Il 17 marzo, una giornata per trasmettere ai nostri figli, spesso distratti, questo spirito risorgimentale.
Nell’ambito delle iniziative celebrative del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, sarebbe opportuno che il Comune di Miglionico provvedesse alla consegna di un attestato, come riconoscenza di una comunità nei confronti dei propri antenati, a quei cittadini che hanno compiuto un secolo di vita.
Domenico Sarli

Inno nazionale della Repubblica Italiana
versi di Goffredo Mameli
musica di Michele Novaro

 

 


Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

LEGGI ESEGESI DELL'INNO DI MAMELI (Corriere della Sera)

 

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