GIACOMO AMATI

22 Agosto 2017

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Turismo cafone a Matera

MIGLIONICO. Il turismo “cafone” a Matera. Viaggiatori improvvisati arrivano a Matera e inseguono il superfluo, rifuggono musei e mostre. Lasciano rifiuti un po’ ovunque. E qualcuno chiede di visitare i famosi “massi”. “Urla trogloditiche con eco dalla gravina, picnic sulle scalinate di chiese e monumenti, battibecchi con i commercianti, rifiuti abbandonati in edicole votive, fioriere, vasi – scrive Emilio Oliva su La Gazzetta Del Mezzogiorno del 22 agosto 2017 – sono immagini a caso di un assedio cominciato da ferragosto, con l’invasione di un “turismo cafone”. Il grosso arriva di ritorno da vacanze low cost tra Puglia, Metapontino e Calabria. Ha poco tempo da dedicare alla visita della città ed alla sua bellezza, insegue il superfluo, non ama i particolari, rifugge musei e mostre, chiede di poter visitare i famosi “massi”, si incuriosisce solo per la “casa delle sorelle”, resa celebre da una popolare fiction televisiva”. E’ un turismo spinto più dall’onda dell’attenzione mediatica riscossa dalla capitale europea della cultura 2019 che dall’interesse di scoprire il fascino di una città unica, fra le più antiche al mondo. Decine sono i turisti seminudi o in abiti troppo succinti. Invitato a coprirsi, “siete dei bigotti”, ha reagito una turista con sdegno, ma soltanto suo. La Cattedrale a porte chiuse spesso si è prestata ad improvvisati picnic sulle scalinate. I pacchetti di affettati aperti sul momento per la farcitura di panini e focacce acquistati al supermercato o portati da casa. L’identica scena si ripete all’ingresso di Palazzo Lanfranchi. E poi tanti rifiuti che non finiscono nei cestini, ma dietro gli usci, sui davanzali delle finestre, nelle fioriere, nei vasi. E’ il turismo “fai da te”. Spesso “cafone”.

Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9  -  75100 Matera - Tel. 0835 310375