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DOMENICO LASCARO
14 Aprile 2013
ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO
di Domenico Lascaro

MIGLIONICO. Gentilissimo Prof. Labriola, ancora una volta ti prego di ospitare sul tuo sito la mia risposta ai quesiti postimi dal Dott. Amati su questioni di attualità politica.
Caro Giacomo, le domande che mi poni sono oltremodo complesse, tanto da richiedere risposte argomentate e possibilmente non equivoche. Comunque ci provo. Chiedo scusa se ho preso in prestito il titolo da Proust; ma date le circostanze mi è sembrato appropriato.
Sono passati quasi 50 giorni dall’esito delle elezioni e ancora non si intravede alcuna ipotesi di governo. Bersani ha inseguito invano i grillini e spera ancora di poterli convincere, magari col coinvolgerli nell’elezione del Presidente della Repubblica. Sarà solo tempo perso. Già se n’è sprecato abbastanza. Quali dunque le soluzioni? Come ho più volte ribadito, escludo qualsiasi ipotesi di governissimo PD-PDL per le evidenti incompatibilità tra i due partiti; un governo minoritario a guida Bersani è per sua stessa natura inconcepibile; andare subito al voto è pura pazzia. Che altro resta da fare? Sia Bersani che Berlusconi si facciano finalmente da parte per affidare al futuro Capo dello Stato il compito di dar vita ad un governo che abbia le seguenti caratteristiche: sia guidato da una persona competente e di riconosciuto valore morale; non comprenda al suo interno politici di primo piano. Buona parte dei componenti può essere cercata tra i dieci saggi, compresi i rappresentanti dei partiti.
Sarebbe dunque un Governo del Presidente o un Governo di Scopo, che dir si voglia, col compito di realizzare, almeno in parte, le proposte avanzate dal gruppo dei saggi. Entro uno/due anni si potrebbe tornare al voto. A proposito del documento dagli stessi presentato, c’è da dire che contiene sì un interessante programma di ammodernamento dello Stato, ma che solo un governo nel pieno delle sue funzioni potrebbe realizzare.
Ma chi eleggere al Colle? Si fa prima a dire chi non eleggere. Non esponenti di partito, né di sinistra, né di destra; ma un Capo dello Stato scelto tra la società civile –su questo sono pienamente d’accordo con Scalfari- che abbia “piena conoscenza della Costituzione, tuteli la separazione dei poteri…abbia la necessaria credibilità internazionale, intuizione politica…forza di carattere e di iniziativa”. Se ciascuna forza politica saprà anteporre agli interessi di parte una visione del bene comune, non sarà difficile scegliere la persona più adatta al compito di cui trattasi.
Mi chiedi inoltre un commento sull’intervista al consigliere Dalessandro sull’idea di abolire da subito il vitalizio ai consiglieri regionali. Chi oserebbe in questo momento dissentire da una simile proposta? Essa è pienamente condivisibile e al proponente non può che andare il pieno riconoscimento di tutta la comunità regionale. Soprattutto gli va riconosciuto il coraggio di aver preso una iniziativa in piena solitudine, in un contesto sordo e silente, quale è quello della totalità di un consiglio regionale restio a cedere parte dei propri privilegi.
Ma stiamo attenti, però, a non buttare il bambino con l’acqua sporca, come suol dirsi; una volta definiti il giusto compenso che spetta ai parlamentari regionali, e l’ammontare dei contributi che ciascuno dovrà versare per ogni anno di lavoro amministrativo, è giusto che gli anni di attività svolta vengano considerati alla stregua di un lavoro onesto e dignitoso, al sevizio della comunità. Siano aggiunti agli altri contributi versati o ancora da versare, ma che alla fine si percepisca una sola pensione e non due o più, di natura diversa e autonome fra di loro. Domenico Lascaro

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