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ANTONIO PROPATO
Il Quotidiano della Basilicata
13 Luglio 2010
L’impresa dei Mille in Lucania
Giacinto Albini, erore risorgimentale lucanoSarconi. NEL secolo XIX, il secolo in cui avvenne l'unità d'Italia, la nostra regione, la Basilicata era allora provincia, anche se la provincia più vasta del Regno di Napoli. Gran parte del suo territorio era occupato dagli Appennini. Era bagnata da due mari: Tirreno e Jonio ed attraversata da cinque fiumi che formavano cinque valli. Era quasi tutta coperta di boschi di faggi, querce, pini ed abeti. Aveva poche vie di comunicazione: le vie Popilia ed Appia, costruite dai Romani, erano state rovinate e distrutte dai barbari. Non possedeva nessun porto e non aveva commercio. Vantava un passato illustre perché fu abitata dai Greci e dai Romani e dette i natali a Parmenide e Pitagora. Già prima dell'arrivo di Garibaldi a Corleto Perticara si respirava aria italiana, mentre Garibaldi era ancora ul mare dello stretto di Messina, nei pressi del faro. A Corleto arrivò il telegramma che annunciava l'arrivo di molti soldati che dovevano raggiungere Potenza. La sera del 13agosto 1860arrivò Giacinto Albini, Nicolò Mignogna, Camillo Bodoni e quattro ufficiali dell'esercito napoletano. I volontari affidarono il comando militare al colonnello Bodoni e quello civile a Giacinto Albini. Alle ore 17.00 del 16 agosto 1860 i capi militare e civile, i comitati provinciale e municipale ed il clero proclamarono in forma solenne l'Unità d'Italia; furono i primi che fecero questa proclamazione in Italia. Subito cacciarono fuori il vessillo dai colori italici e le armi sabaude. Seguì una grande festa anche con i fuochi d'artificio, mentre in Piazza Castello il sacerdote improvvisò un comizio in cui parlò dell'Italia. Il colonnello parò ai soldati e disse loro di non chiamasi più milizie ma soldati nazionali italiani. Arrivarono 445 soldati armati volontari di Pietrapertosa, che furono accolti con applausi frenetici; quindi arrivarono, il giorno dopo, il secondo drappello da Miglionico, Missanello, Gallicchio , Montemurro, Spinoso. Il giornodopo18agosto all'alba tutti ivolontari di Corleto Perticara partirono per Potenza. Garibaldi arrivò in Basilicata, a Rotonda,, il giorno due settembre e si fermò solo per una notte. Il giorno dopo, seguendo la vecchia strada che costeggia il corso del fiume Mercuri- Lao raggiunse Scalea, e con una barca, il giorno 3 Sapri da dove raggiunse l'osteria del Fortino nel comune il Casalerto Spartano, il 4, dove lo aspettavano molti volontari. Nel villaggio di Casalnuovo il 5 settembre lo raggiunse il sig. Mignogna che gli consegnò 6.000 ducati raccolti tra la gente lucana. Il giorno 6 ad Auletta nominò Giacinto Albino capo del governo temporaneo della Lucania e governatore di Basilicata. I 2.916 volontari lucani: 671 del Lagonegrese, 957 di Potenza, 478 di Matera ed 810 di Melfi col nome di Brigata lucana, da Vietri, col nuovo colonnello Clemente Cate, si recarono in Campania dove parteciparono alla battaglia del Volturno ed all'assedio di Capua e furono sciolti l'11 novembre 1860. Il Plebiscito del 21 ottobre, pur svolgendosi in qualche comune con delle violenze,consegnò laBasilicata alre sabaudo,per diventare una provincia italiana. Antonio Propato
ITALIA 1860 - La nuova pagina della storia civica di Miglionico, con il suo potente apporto al vanto dell'Unità d'Italia, ben si collega a tutta la Lucania che nel 1860 fu l'unica Provincia del continente meridionale ad insorgere contro il dispotismo della monarchia borbonica e a proclamare un governo provvisorio, il 18 agosto, in Potenza, in nome del Dittatore Giuseppe Garibaldi e del Re Vittorio Emanuele II, inserendovi come segretario della prodittatura il proprio figlio, l'Avv. Giambattista Matera che, come capo, aveva guidato 60 cittadini, membri della "vendita" di Miglionico, alla proclamazione dell'Unità d'Italia a Corleto Pericara, per opera di Don Nicola Magaldi. Tra essi vi era il giovane sacerdote Don Carlantonio Sivilia, ancora novizio ed il Padre Michele Corleto, del monastero dei PP. Riformati, Pietrantonio Grilli ed altri.
L'azione storica non si fermò alla proclamazine di Potenza, ma via via maturò fino alla realtà di Roma capitale d'Italia, il 20 settembre 1870. Presero parte alla Breccia di Porta Pia: due bersaglieri valorosi di Miglionico, Ferdinando Bianco e Pietro Pecora che ritornarono nella nostra città, carichi della riconoscenza della Patria e della loro Terra; il diciassettenne Carmine Sivilia, che, aggregatosi volontariamente all'impresa, non tornò ed il suo nome è inciso nella grande pietra del monumento davanti a Porta Pia, a Roma, come ricorda il dr. G. Mondaini; Leonardantonio Munno, della classe 1843, decorato di medaglia d'argento in tale azione; Pietro Sivilia e Giuseppe Musillo".

Fonte: MARIO SPINELLO, Miglionico 1870-1970, F.lli Montemurro Editori, Matera, 1970

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