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DOMENICO LASCARO
Miglionicoweb 
30 Luglio 2011

Alba alza il tiro: sotto esame i partiti

MIGLIONICO. Giovedì  28 luglio ’11 si è svolto nella sede staccata di Miglionico l’incontro-dibattito su un tema di grande attualità. Infatti la scelta è caduta sul ruolo che svolgono o dovrebbero svolgere i partiti politici nella società contemporanea. Incaricato di introdurre i lavori, il Prof. Lascaro ha esordito citando  l’art. 49 della Costituzione che stabilisce in termini inequivocabili: i partiti politici  contribuiscono alla elaborazione della politica nazionale. Subito dopo è iniziata la discussione  che si è protratta per più di un’ora. Prima di entrare nel cuore del problema ci si è soffermati  sul ruolo, per così dire storico che hanno svolto i partiti in passato. In mancanza delle molteplici fonti di informazione  che denotano la società odierna, iscritti e cittadini dipendevano totalmente  dal pensiero unico  che proveniva dagli apparati di partito.

        La sede privilegiata era la  sezione  che fungeva da luogo di incontro quotidiano di iscritti e non iscritti e che ospitava frequentemente funzionari o eletti che comunicavano idee, decisioni, programmi che venivano elaborati nelle alte sfere. Si è poi affrontato l’argomento centrale del tema in discussione. Di notevole spessore sono stati gli interveti  del Dott. Tonio Purgatorio e del geometra Nino Marinaro, presenti tra il pubblico. Il primo  ha evidenziato come la società  attuale, in rapida evoluzione, richiede modi e tempi nuovi di partecipazione  che i partiti tradizionali non sono più in grado di offrire. Il metodo unidirezionale attuato in passato è ormai anacronistico –ha aggiunto- oltre ad  essere venuti meno le certezze e gli assiomi ideologici che caratterizzavano il pensiero a una dimensione di ottocentesca memoria, il relativismo contemporaneo  ne limita l’influenza e  ne attribuisce ben altri compiti.

        Ne scaturisce che la cosiddetta società civile, nelle forme più disparate di associazioni, comitati, opinionisti, fondazioni, etc, fa sentire più forte la propria voce e rivendica il diritto di essere ascoltata. Tutti comunque sono stati concordi nel riconoscere la funzione insostituibile dei partiti, a condizione di ri-definire ruoli, metodi, programmi, comportamenti. Se la Costituzione ne riconosce la necessaria azione,non gli affida però l’esclusiva. Quale dunque il rapporto tra politica e società? Condivisa da tutti, la risposta è stata che la politica non solo ha  l’obbligo  di “integrare e comprendere le pulsioni, le idee, le aspirazioni che animano la società civile, ma soprattutto di garantirne la continuità.

        Tutto questo però non può bastare se non cambiano metodi e comportamenti in chi gestisce la politica. A questo punto si è fatto più appassionante l’intervento del Dott. Purgatorio il quale ha quasi elencato i cambiamenti che i partiti dovrebbero operare, se non vogliono perdere il proprio ruolo e dare meno spazio alle nascenti forme di antipolitica che minacciano ormai il tessuto sociale del paese. Per prima cosa-ha sostenuto-occorre  instaurare una reale democrazia interna agli stessi partiti; abolizione della scandalosa prassi della cooptazione mediante il ricorso alle primarie per scegliere candidati e dirigenti ad ogni livello; non meno pressante l’esigenza di candidare persone competenti, di specchiata moralità e, soprattutto, non inquisite né tanto meno condannate per qualsivoglia reato.

         Non meno incalzante e appassionata è stata la testimonianza del sig. Marinaro. Egli ha subito sgombrato il campo da posizioni di parte e si è detto indignato da come viene condotta la politica ad ogni livello. Da una parte si continua a collezionare leggi ad personam, dall’altra ci si accapiglia come galli nel pollaio, perdendo di vista gli obiettivi comuni. Ma ciò che maggiormente lo indispone è la prassi, ormai dilagante in tutti i partiti di appropriarsi del potere in ogni dove. Ormai a guisa di rapaci hanno messo le loro grinfie su tutte le istituzioni.

         La questione morale - ha precisato - fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti,come del resto - ha aggiunto - aveva già denunciato Enrico Berlinguer. È ora che si faccia tutti un passo indietro e si ritraggano le mani da banche,enti locali,dalla Rai e dai grandi organi di informazione,nonché dalle aziende pubbliche,dagli istituti culturali, dalle Università; insomma da ogni civile forma di gestione sociale. Prevalga la meritocrazia in ogni forma di servizio per i cittadini, o per la società, attualmente come assopita esploderà in un sussulto di protesta dagli esiti imprevedibili; se non altro diserterà in massa le urne. Il primo provvedimento da prendere- ha concluso- è quello di stabilire un mandato parlamentare non oltre le due legislature, allo scopo di favorire la “rottamazione” e limitare il consolidamento del potere.

        In chiusura Lascaro si è soffermato sul particolare rapporto che dovrà intercorrere tra i partiti e i giovani. Proprio perché i giovani- egli ha detto- non hanno ancora un personalità compiuta, il rapporto si fa più delicato e complesso. Oltre all’azione sociale e politica vera e propria, nei confronti dei giovani va osservato un autentico approccio culturale consistente nel favorire negli stessi la formazione di un pensiero libero ed autonomo, critico nei confronti dello stesso partito di appartenenza.

         E’ qui che i partiti possono dare il meglio di se assumendo anche una funzione pedagogica che ne riscatterebbe l’attuale “caduta di stile”. E’ utopistico, si dirà, ma oltremodo necessario se non si vuole abbandonare alla deriva antisociale e antipolitica le preziose energie vitali di giovani uomini e donne e prevenire eventuali moti di violenza contro la civiltà e democrazia. I fatti della Novergia insegnino.L’incontro è terminato con il richiamo del Prof. Lascaro al 28 Luglio di 60 anni fa lorquando fu stipulata la Convenzione di Ginevra per i rifugiati politici. Sarà oggetto di un futuro dibattito?Chissà!! Domenico Lscaro

 

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