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ANTONIO CENTONZE 
Il Quotidiano della Basilicata
 7 Novembre 2010

Tonino di Torre Fino: «Non bisogna cadere nella banale contrapposizione fra nord e sud»
«Anzichè festeggiare, riflettiamo» 
Unità d’Italia. Il sito internet Miglionicoweb ospita una voce fuori dal coro
(Leggi l'articolo dalla pagina de Il Quotidiano della Basilicata)
Miglionico (Matera): Il Castello del MalconsiglioMiglionico - Si leva da Miglionico la voce di un attento e scrupoloso analizzatore di eventi della storia della nostra Italia. Una persona che riflette, commenta e trasmette. La domanda che affligge il nostro interlocutore è se questi 150 anni trascorsi siano effettivamente per i Lucani un evento da festeggiare in pompa magna. «Dovremmo festeggiare il genocidio degli anni 1861/1870 in cui decine di migliaia di Lucani innocenti furono trucidati in quella che fu fatta passare come guerra al brigantaggio? - esordisce e diffonde dal sito internet www.miglionicoweb.it [Leggi l'intero articolo pubblicato su Miglionicoweb] Tonino di Torre Fino. A supporto di quello che dice, cita Gramsci che asseriva: «Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri, che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti». Ed aggiunge: «Dovremmo festeggiare per i circa centomila lucani che, affamati dalle politiche economiche dei governi “nordisti” e da tasse come l'odiosa imposta sul macinato, furono costretti ad emigrare verso le Americhe alla fine dell'Ottocento? O dovremmo festeggiare per le migliaia dei nostri nonni ed antenati mandati a morire nelle trincee del Carso per conquistare una terra (l'Alto Adige) che tanti grattacapi avrebbe poi dato all'Italia? Ed ancora, dovremmo forse festeggiare per le condizioni di miseria e d'abbandono in cui la nostra Regione versava sotto il regime fascista? Condizioni poi così magistralmente descritte e raccontate da Carlo Levi nel suo famoso libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Libro di cui tutti noi dovremmo avere una copia».
E' un vulcano in piena il sig. Tonino e ne ha anche per la repubblica che seguì la monarchia. «Dovremmo forse festeggiare per la seconda imponente ondata migratoria che tra gli anni 50/60 vide migliaia di nostri corregionali emigrare, spopolando i nostri paesi e distruggendo la struttura socio economica? Dovremmo forse festeggiare per l'illusione della grande industria chimica in Valbasento che con i suoi veleni portò morte lasciando solo macerie e terreni ancora da bonificare? Dovremmo dichiararci felici per le scorie radioattive americane che furono negli anni '60 seppellite a Rotondella e per il tentativo, fortunatamente sventato dalle nostre popolazioni, di fare della nostra Regione la pattumiera delle scorie nucleari per l'Italia e per l'Europa?».
E Tonino la sua proposta di festa ce l'ha bene in mente. «Il 2011 per noi Lucani sia piuttosto “l'anno della riflessione” su tutto quello che è accaduto in questi 150anni. Occorre capirne i motivi, senza cadere nell'anacronistica e banale contrapposizione Nord/Sud, senza cercare solo colpevoli a destra o a sinistra. Dalle nostre parti si dice che “nan pot' campà lu dritt' ci nan c'è lu fuess'”. In pratica, se il nostro territorio è stato sfruttato, se sono stati spesso calpestati i nostri diritti, questo è potuto accadere anche a causa delle nostre mancanze e delle nostre debolezze. Ci siamo fatti e ci facciamo ancora incantare da ideologie e partiti che invece di unirci, continuano a dividerci, a non tutelare i nostri legittimi interessi. La nostra cultura ha buone ed antiche radici; è bene conservarle, ma all'albero va dato nuova linfa; vanno potati i rami del fatalismo, delle superstizioni, della rassegnazione. Meno moralismo, meno individualismo e più visione collettiva, più impegno civile per dare soluzioni ai nostri vecchi e nuovi problemi e non solo feste». Antonio Centonze
(Leggi l'intero articolo pubblicato su Miglionicoweb)

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