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Giacomo Amati

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GIACOMO AMATI

16 Novembre 2014
  Miglionico
Movimento 5 Stelle: a caccia di sprechi
di Giacomo Amati

MIGLIONICO. A caccia degli sprechi. E’ tempo di “austerity”. In un periodo di ristrettezze economiche è doveroso attuare una severa politica economica di contenimento della spesa pubblica in seno al Comune di Miglionico. In estrema sintesi, è questo il ragionamento, elaborato dal gruppo consiliare di minoranza del Movimento 5 Stelle, che fa da sfondo all’iniziativa denominata, “Tagliamo gli sprechi”. Di cosa si tratta, per la precisione? Le spiegazioni in merito ce le dà il consigliere comunale Antonio Digioia, capo gruppo “grillino” in seno alla civica assemblea, che è costituita da una maggioranza di centrosinistra, guidata dal sindaco Angelo Buono (Pd). “Per arginare i rischi della crisi economica e per ottimizzare la gestione del bilancio comunale – osserva Digioia – abbiamo predisposto un piano di intervento di riduzione della spesa pubblica che, ci auguriamo, venga discusso al più presto in Consiglio comunale”. Vengono proposti dei tagli alla spesa annuale? “Il Comune – sottolinea il consigliere comunale “penta stellato” – può risparmiare, ogni anno, la considerevole somma di cinquanta mila euro che potrebbe essere utilizzata sia per abbassare le tasse comunali sia per migliorare i servizi pubblici”. Per essere più precisi, quali sono i presunti “rami secchi” da tagliare? “Da un’attenta esplorazione di quelle che sono le più importanti voci del bilancio comunale – spiega Digioia – bisognerebbe intervenire su sei capitoli di spesa. La prima: riducendo al minimo consentito dalla normativa vigente le indennità di posizione dei tre capi area si risparmierebbero circa 23 mila euro, a fronte dell’attuale spesa che è di 47 mila euro. La seconda: circa 8 mila euro possono essere risparmiati abolendo i buoni pasti per i dipendenti comunali (l’erogazione dei buoni non è obbligatoria). La terza: riducendo da tre a un solo componente il nucleo di valutazione interna, si risparmierebbero altri 5 mila euro. Tale compito può essere svolto dal segretario comunale, senza compensi aggiuntivi. La quarta: altri 6 mila euro potrebbero essere tagliati, abolendo l’organismo esterno per il controllo interno di gestione. La quinta: si otterrebbe un risparmio di circa 2 mila e seicento euro, evitando di farsi elaborare i cedolini delle buste paga da un ente esterno: un adempimento che può essere tranquillamente svolto da un dipendente comunale. La sesta: affidando, infine, la gestione del sito internet del Comune a un dipendente dell’ente, si risparmierebbero altri sei mila euro”. Può essere questa la rotta virtuosa da seguire? Giacomo Amati

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