Giacomo Amati

GIACOMO AMATI

22.10.2015

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Cosimo Milanese, primo medico diacono permanente della Chiesa Cattolica
 

Amare, lavorare e pregare. Si può riassumere con queste tre azioni lo stile di vita di Cosimo Milanese (1926-2005), pugliese di nascita, ma lucano d’adozione, primo medico diacono permanente della Chiesa Cattolica. La storia della sua vita e quella della sua famiglia è al centro del libro “Negli occhi di un figlio”, scritto dal prof. Salvatore Milanese, primogenito della famiglia. Il romanzo, ed. “La Stamperia Liantonio”, Matera (aprile 2015, a carattere autobiografico, 320 pagine, è strutturato in 39 capitoli e racconta la vita di un uomo dotato di un’umanità straordinaria, “integerrimo e religiosissimo. La sua vita – scrive l’autore – ha scavato un solco profondo in tutti noi e in quanti lo conobbero. E’ stato testimone di Cristo, nonostante gli inevitabili contrasti che l’uomo verace e ardente di carità incontrava nel suo cammino. Col suo fervente apostolato ha aperto le nostre e tante anime a Dio. Il libro è ambientato in un piccolo paese della Basilicata, Calvera, ai margini del parco nazionale del Pollino”. Nei primi capitoli del romanzo, è nonna Nina a svelare i segreti e gli aneddoti dell’aristocratica famiglia Milanese che, negli anni del dopo guerra, è costretta a confrontarsi con alcune vicissitudine, a causa di alcune difficoltà di natura economica. Nonna Nina, rimasta vedova molto giovane, è costretta ad accudire i suoi tre figli, Giovanni, Ferdinando e Cosimo. Quest’ultimo, che è il protagonista principale del romanzo, non esita ad abbandonare il seminario e la futura vita sacerdotale, per il grande amore della sua vita, Pina Cavallo, la sua devota moglie che gli donerà ben sette figli, due maschi e cinque donne. La signora Pina, oggi novantenne, che vive a Matera, unitamente ai suoi figli, è l’altra protagonista del libro. La forza del romanzo sta nell’indicare al lettore il senso della vita: va ricercato nel saper amare il prossimo. Un insegnamento cristiano che traspare dai comportamenti quotidiani del protagonista che, sia nella sua professione di medico che in quella di diacono, dà tutto se stesso per aiutare il prossimo senza chiedere niente in cambio. Tra le pagine del romanzo si snoda un autentico percorso emozionale che accompagna il lettore a scoprire la storia di un uomo che fa della solidarietà e del volontariato i valori cardine della sua vita. Ma il romanzo non è solo l’omaggio che il figlio Salvatore rivolge alla vita virtuosa del padre Cosimo. In pratica, nel libro non ci sono solo tanti momenti di tenerezza dedicati all’uomo felice di aiutare l’altro, soprattutto “l’altro bisognoso”, ma c’è anche dell’altro: c’è la descrizione di una società sofferente che usciva dalle macerie causate dalla seconda guerra mondiale, ed era costretta a vivere in condizioni di povertà assoluta;  c’è anche la testimonianza della cultura del lavoro e l’impegno per una vita responsabile e di alto profilo civico. Tutto il romanzo è attraversato da una luce permanente. Leggerlo è come fare una cura ricostituente a base di vitamine: sono quelle che testimoniano il valore dell’amore, della solidarietà e della misericordia. E’ un libro che ti fa riconciliare con la vita, te ne fa capire la bellezza. Dopo averlo letto si ha la sensazione di aver ricevuto un grande messaggio d’amore. Giacomo Amati

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