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GIACOMO AMATI

19 Ottobre 2014
  Francesco Cinnella
Mani di velluto, mente creativa, cuore generoso e tanto talento
di Giacomo Amati

MIGLIONICO. Mani di velluto, mente creativa, cuore generoso e tanto talento in corpo. Sono i tratti distintivi dell’artista miglionichese, Francesco Cinnella (Ciccio, per gli amici), 41 anni, che, dopo aver studiato al Liceo artistico di Matera, ha conseguito la laurea all’Accademia delle “Belle Arti” di Firenze. Per quindici anni, Cinnella ha lavorato in alcune città italiane del Nord, compiendo varie esperienze artistiche, anche nella produzione dei più svariati materiali scenografici, sia per il teatro che per altri eventi culturali. Da alcune settimane, l’artista soggiorna nel suo paese natio, ove, instancabile, è dedito a progettare ed a creare molteplici manufatti; da quelli in terracotta ad opere in legno, in plastica e persino in vetro. Adesso, in particolare, la peculiarità del suo lavoro è costituita dalla ricerca di materie prime che possano essere riusate. La sua fonte di ispirazione è rappresentata dalla strada, ove, adocchia materiali di scarto, li preleva e, nel suo laboratorio di casa, grazie al suo genio creativo, come per incanto, li trasforma in manufatti artistici che tutti ammirano. Ciò che è un rifiuto diventa un gioiello da esporre. Come fa? Mistero. “Tutto nasce dalle mie pedalate in bicicletta – spiega Cinnella – mezzo col quale mi sposto tra le via del centro cittadino: qui, osservo quello che agli occhi degli altri è invisibile, a cui, magari, non viene data alcuna importanza e prendo ciò che mi serve: un giorno, per esempio, mi sono imbattuto in una vecchia damigiana di vino abbandonata perché non più funzionale, l’ho presa e, dopo alcuni giorni di lavoro, l’ho trasformata in un lume artigianale”. In pratica, l’artista utilizza tecniche di bottega del ‘400 in uso nell’epoca dell’Umanesimo e del Rinascimento. La linea stilistica è “minimal”: le lavorazioni prodotte sul manufatto, gli conferiscono un carattere di assoluta unicità. “La mia compagna di viaggio – sottolinea l’artista – è sempre la bicicletta che mi permette di scrutare e recuperare oggetti e materiali abbandonati per essere distrutti: l’idea è quella di puntare sul riuso della materia prima”. In definitiva, il maestro Cinnella, che ha la scultura nel suo dna, padroneggiando le tecniche più disparate, osserva un vecchio pezzo di legno, un tufo rotto, dei rottami di vetro e li trasforma alla “sua maniera”: ovvero in oggetti unici, in utensili non solo belli da ammirare, ma anche utili da utilizzare sia in casa che negli ambienti di lavoro. Il suo motto è: “Niente va irrimediabilmente buttato: la vita può sorgere anche da un oggetto amorfo, apparentemente insignificante”. Ci pensa il suo genio creativo. “In quest’ultimo periodo – conclude l’artista – sto lavorando ad una nuova creazione che si chiama Focolare, nome di una serie di lampade ricavate da rami di ulivo, quei rami che la natura ha creato e che l’uomo considera non utili per la raccolta delle olive e quindi vengono scartati per essere bruciati”. Ma, il genio creativo di questo straordinario scultore li trasforma in suppellettili. Maraviglioso. Giacomo Amati

Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9  -  75100 Matera - Tel. 0835 310375