GIACOMO AMATI

28 Luglio 2017

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All'Italia il record dei giovani esclusi
 

MIGLIONICO. “All’Italia il record dei giovani esclusi”. Non studiano né lavorano e non seguono corsi di formazione: primi in Europa. Sono i giovani Neet, ossia “Not in Employment Education or Training”. L’Italia vanta, in Europa, il non invidiabile primato nella classifica. Sono il 19,9%, uno su cinque. Nel nostro Paese crescono anche le persone sotto la soglia di povertà: sono l’11,9%. “E’ il valore più alto registrato tra i 28 Paesi dell’Ue (Unione europea) – scrive Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera del 18 luglio 2017 – secondo un rapporto pubblicato dalla commissione di Bruxelles. Quasi il doppio rispetto alla media, pari all’11,5%. I Neet sono i giovani tra i 15 e i 24 anni che non fanno niente di statisticamente tracciabile, ma non stanno tutto il giorno a penzolare sul divano o a bighellonare per strada”. Gli psicologi del lavoro hanno individuato gli “esogeni” che sono comunque impegnati in una sfibrante lotta quotidiana per entrare in un mondo del lavoro che li rifiuta; poi ci sono gli “endogeni”, cioè, gli scoraggiati che si sentono inadeguati e si sottraggono al confronto. Gli “esogeni” cercano qualsiasi attività che li tenga dentro una linea di socializzazione: molti di loro fanno i volontari nelle “Onlus” come opzione di ripiego ma pur sempre animati da una scelta valoriale. E’ una forma di antidoto al sentirsi Neet per “non lasciarsi andare”. Una seconda tipologia di Neet che aborre il divano è lo sportivo che svolge attività sportive. La terza categoria di Neet è quella dei giovani dediti a piccoli lavori (cameriere, fattorino, eccetera). La quarta categoria di Neet è quella dei laureati in cerca di prima occupazione. Giacomo Amati

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