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NUNZIA DIMARSICO

Nunzia DimarsicoMIGLIONICO. Una nuova “luce” illumina il panorama culturale miglionichese: è la poesia di Nunzia Dimarsico che, dopo aver coltivato per tanti anni, in silenzio, questa sua grande passione, quasi una ragione d’essere, che l’ha portata a comporre circa settecento liriche, in quest’ultimo periodo, finalmente, ha deciso di esprimere alla luce del sole questa sua straordinaria dote artistica, partecipando, con i suoi testi poetici, ad alcuni concorsi letterari di poesia. Immediato e strepitoso il successo ottenuto. Molteplici sono stati i riconoscimenti e le benemerenze che le sono state attribuite da varie associazioni culturali. Tra i premi più recenti conquistati, ne spiccano ben otto: medaglia per la poesia, “Primavera” al concorso “Vivaldi Festival” di Pomarico ( edizione 2013); terzo posto al premio letterario internazionale, “G. Leopardi” ad Aversa (CE) (ed. 2013); menzione d’onore al concorso letterario indetto dall’associazione culturale “Presepistica Stella Cometa” di Marconia (ed. 2013); diploma di merito al premio nazionale di poesia, “Aberoandronico “ di Roma (edizione 2014) con la poesia, “La migliore amica di me stessa”; medaglia al premio internazionale, “Arte e Cultura” di Cava De Tirreni (Salerno), (ed. 2014); terzo posto, con la poesia, “Ascolto Nobile” al concorso di poesia di Sant’Arcangelo (PZ, (ed. 2014); attestato di merito al concorso internazionale di poesia inedita, “Il Federiciano”, indetto dal Comune di Rocca Imperiale (CS) con la poesia, “Arrivare”, (ed. 2014); menzione, con la poesia, “Stupida Anima” al II concorso letterario, “Amico Libro” di Montescaglioso (ed. 2014). Quali soni i tratti distintivi della poesia della cinquantenne poetessa miglionichese, perito informatico con diploma conseguito presso l’istituto industriale di Matera, da tanti anni iscritta all’associazione culturale, “Matera Poesia 1995” della città dei Sassi? Ebbene, le fonti d’ispirazione della poesia di Dimarsico sono costituite, per lo più, dalle sue emozioni, dai suoi pensieri, dai suoi sentimenti e, quindi, dal suo mondo interiore. Non è una poesia ermetica ed oscura; anzi, denota sempre un preciso argomento e il lettore non fa fatica a coglierne il nucleo tematico. Esempio: se l’argomento di una sua poesia è la “notte”; il “tema”, invece, può essere la “solitudine” o la “serenità”. Per quanto riguarda gli aspetti metrico-ritmico e le figure retoriche, va precisato che quasi tutte le sue liriche sono costituite da numerosi versi, con accenti distanziati che producono un ritmo pacato, ma incalzante. Le pause, che sono frequenti, segnano un’alternanza di suoni e silenzi; le strofe sono corpose e ricche di versi, al punto da sembrare dei testi narrativi avvincenti che nascono dall’animo della poetessa e parlano direttamente al cuore del lettore. Le figure retoriche più presenti sono l’allegoria, la similitudine e la metafora Molteplici sono i temi al centro della sua poesia: sono quelli dell’amicizia, dell’amore, della solidarietà, dei problemi sociali ed esistenziali che, spesso, sono causa d’inquietudine per l’uomo d’oggi. E’ una poesia avvincente: a volte, assume un carattere narrativo e didascalico. Dona non solo emozioni, ma anche molteplici riflessioni sul significato della vita umana. Una poesia imperdibile, per chi ama questo genere di lirica. Giacomo Amati (La Gazzetta del Mezzogiorno del 1° Ottobre 2014)
 

Don Mario…

Era la dolcezza
in un suono di voce
e una carezza di luce
con lo sguardo innocente.
Era il pensiero audace
in un giorno oscuro
e la parola soave
nell’omelia fedele.
Era il passo compiuto
in uno spazio ambizioso
e la mano protesa
in un gesto d’amore.
Era la preghiera taciuta
nella forma di un vuoto
e la novena sommessa
in un atto di fede.
Era la carne coesa
alla vita devota
e una forma che vive
in un ricordo diffuso.


Nunzia Dimarsico
8 Giugno 2016
(In occasione della morte di Don Mario Spinello)

ARTICOLI SU E DI NUNZIA DIMARSICO

(05.11.18) di G. Amati

Menzione d'onore alla poetessa Nunzia Dimarsico

(24.10.18) di G. Amati

Nunzia Dimarsico premiata con la "Segnalazione di Merito"

(20.10.18) di A. Centonze

Nuova menzione d'onore per Nunzia Dimarsico

(13.10.18) di G. Amati

Menzione d'onore per Nunzia Dimarsico

(25.07.18) di G. Amati

Ancora un successo per la poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico

 G. Amati (09.05.18)

Due poesie di Nunzia Dimarsico inserite in antologie nazionali

Giacomo Amati(5.04.18)

L'arte poetica di Nunzia Dimarsico ora trova spazio in una antologia

Giacomo Amati(31.01.18)

Una poesia di Nunzia Dimarsico inserita nell'antologia "Tra un fiore colto e l'altro donato"

Giacomo Amati(10.10.17)

Ennesimo riconoscimento per la poetessa Nunzia Dimarsico

Margherita Lopergolo (15.06.2017)

Tre liriche di Nunzia Dimarsico pubblicate nell'antologia "M'illumino d'immenso" (05.11.17) di G. Amati
Nunzia Dimarsico premiata nel concorso "Universum Basilicata" (18.07.17) di G. Amati
Nunzia Dimarsico apprezzata in vari contesti culturali e letterari (06.06.17) di G. Amati
"Nella leggerezza di un canto" di Nunzia Dimarsico (30.12.16) di G. Amati
Vedi album fotografico
Profumo di Natale di Nunzia Dimarsico (30.12.16) di A. Centonze
Vedi album fotografico
Nella leggerezza di un canto. Miglionico, 30 Dicembre 2016
Vedi album fotografico
Versi bellissimi di Nunzia Dimarsico per la rubrica "Come eravamo" (18.11.16) di G. Amati
Nunzia Dimarsico premiata dall'associazione "Magnificat" di Falconara (28.10.16) di G. Amati

GIACOMO AMATI

Nunzia Dimarsico premiata a Policoro (10.10.16)

GIACOMO AMATI
12.09.2016

Sempre più consensi per Nunzia Dimarsico

MIGLIONICO. Sempre più Nunzia Dimarsico. Sempre più consensi per questa straordinaria poetessa cinquantunenne miglionichese che, nei giorni scorsi, s’è classificata al secondo posto nell’ambito del concorso letterario del premio “Vincenzo Asselta”, nell’ottava edizione della manifestazione pomaricana “Vivaldi Festival”. Ad essere premiata con l’assegnazione di una targa nella sezione “Poesie adulti” è stata la sua lirica “Rapita dal sole di un’estate” che è strutturata in sei strofe, per complessivi 24 versi. Al centro di questo formidabile componimento poetico ci sono due temi: sono quelli rappresentati dall’estate e dal sole che sono un tutt’uno. Un’unica cosa. Sono il simbolo della “pace interiore” che la poetessa trova in sé come armonia con se stessa. “Rapita dal richiamo del sole e da un trepido vento leggero”, scrive nei primi due versi, Dimarsico vive una sensazione di benessere che implica qualcosa di più del semplice liberarsi dai sentimenti negativi (preoccupazioni, paure e stress): il suo nuovo stato d’animo comporta la consapevolezza della meraviglia della natura e degli aspetti positivi della vita che la circonda. Poi, scrive: “Contemplo il suono dell’estate e rubo la gioia a un momento fiorito”. Ovvero, la poetessa smette di lottare contro ciò che le causa ansia e non si fa dominare dai pensieri negativi. Esplora il suo spazio interiore e lo “ripulisce” da quelle tensioni che spesso le procurano disagi e sofferenze. Adesso, il suo animo è forte. E non avverte la sensazione di essere una semplice “foglia al vento”, in balia di ciò che le accade intorno. “Rapita dal sole aspetto una voce”, scrive nel verso iniziale della quinta strofa. Quale voce? E’ quella che proviene dalla sua ritrovata armonia che le consente di essere libera da atteggiamenti e pensieri negativi. Si accorge delle cose belle e conclude: “Resto rapita dalla carezza del sole fedele”.Il sole, quel sole è la sua stessa poesia. Un canto dolce. Ricco di tenerezza. Giacomo Amati

Rapita dal sole di un’estate

Rapita dal richiamo del sole
e da un trepido vento leggero
mi nutro dell’istante…
mentre la carne s’arroventa.

Giaccio nel groviglio dei pensieri
e scaccio l’ombra dalle spire di una quiete,
e ascolto stridi di rondini amorose
nello squarcio di una luce mortale.

Sembra un angolo d’Eden
l’altezza in cui dimoro,
e scruto l’ora…
ferma nella morsa di un colore.

Contemplo il suono di un’estate
per tradire il tempo che si dispera
nel riflesso identico delle stagioni avvinghiate,
e rubo la gioia ad un momento fiorito.

Rapita dal sole aspetto una voce
nella profezia di un silenzio
e muto il pensiero…
prima di morire in un respiro.

Mi arrovento al sole estivo
e scrivo un carme
nel grembo di una solitudine concubina
e resto rapita dalla carezza del sole fedele.

Nunzia Dimarsico
16 aprile 2016

 

GIACOMO AMATI
14.07.2016

Nunzia Dimarsico conquista il terzo posto

MIGLIONICO. Una poesia da incorniciare: “Esistere”. E’ firmata Nunzia Dimarsico. Per questa sua lirica la poetessa miglionichese è stata premiata col diploma di merito e ha ottenuto il terzo posto nell’ambito del concorso letterario, a carattere nazionale, denominato “Poesia e narrativa-Albero Andronico”, patrocinato da “Roma Capitale”. La cerimonia di premiazione s’è svolta, nei mesi scorsi, a Roma, nella sala “Protomoteca” in Campidoglio. Al centro della poesia, che si compone di dieci strofe, per complessivi trentatre versi, c’è il tema dell’esistenza. Quella fondata sull’amore. La lirica è uno “sguardo” sull’esistenza dell’uomo. A riguardo, l’autrice esprime le sue riflessioni e ne indica il senso. Il significato della vita sta nell’accettarne il destino o nel lottare per cambiarlo? Nei suoi versi Dimarsico esprime la sua idea di esistenza. In estrema sintesi, ce la comunica con tre immagini. La prima: “Esistiamo dentro la fioritura di un pensiero…”, ovvero nel saper ricercare la dimensione più autentica di se stessi: nel sapere chi si è e nel cosa si vuole dalla vita. La seconda: “Io esisto nello sguardo di una bianca luce…”, cioè nel saper essere di aiuto al prossimo. Che ci vede donarci al prossimo, anche nel chiedere aiuto, in caso di bisogno. La terza: “Esistiamo in un martirio quando è alito d’amore dietro i capricci del sole…”, vale a dire, esistiamo nella capacità di saper amare. Siamo di fronte ad una poesia di forte introspezione spirituale. E’ una poesia quasi “filosofica”. Vi domina il pensiero. La ragione, tuttavia, non esclude la forza prorompente del sentimento. Sembra quasi che, con questa poesia, l’autrice voglia aiutare il lettore a “leggere” nel proprio “io” e nella propria esistenza. Quasi a esortarlo ad appropriarsi della propria vita, vivendola in modo compiuto. Il suo messaggio è: si esiste nella misura in cui ci si pone in relazione a qualcosa. Il valore della vita sta nell’uso che se ne fa. La vita non va svilita. Non bisogna dimenticarsi di viverla, come accade, purtroppo, quando non si ama; quando non si accetta e non si rispetta il prossimo; quando non ci si mette umilmente al servizio dell’altro. Il significato della vita, allora, va ricercato nella capacità di essere una “sorgente” d’amore.“Esistiamo – conclude la poetessa – nella dolcezza…di un sogno proibito”: verosimilmente, nella gioia, che, nella fattispecie, non va intesa come uno stato d’animo momentaneo, ma come un vero e proprio stile di vita, capace di farne sentire il gusto e la bellezza. Meraviglioso! Giacomo Amati

ESISTERE

Esistiamo in un’abitudine
oltre il velo di un respiro e dentro la parola più lieve.
Esistiamo dentro la fioritura di un pensiero
quando è nel volteggio di una folle ragione.
Esistiamo nel gioco delle riflessioni
quando volano oltre l’immaginario
a dare voce ad un’emozione nuova.
Esistiamo alla fine del giorno
quando lo stesso s’invola nei confini di un cielo oscuro
dove la luna e le stelle brillano… solo in un attimo sereno.
Io esisto nello sguardo di una bianca luce
dove amore e segreto sono nel pericolo di un equilibrio,
e tu esisti come ottava nota
quando vibra su una corda… animata da una lacrima mordace.
Esistiamo…
tra i petali strappati alle rose
dal vento furioso di un tempo maturo…
per inebriare i sensi solo al buio di un desiderio fecondo.
Esistiamo in un martirio
quando è alito d’amore dietro i capricci del sole
che sparge l’ombra in uno spazio amaro
che si fa vuoto di uno sguardo… quando s’illumina d’altre speranze.
Esistiamo…
nell’adesso di un destino curioso
quando aggiunge altro dolore…
al cammino fermo sull’onda di un timore.
Esistiamo sui volti di altri sorrisi
e ci nutriamo della carezza delle ingenue illusioni,
e sentiamo la mancanza di una luce
quando la perdiamo… sui binari di un altro dolore.
Esistiamo…
nei passi della vita… e in una solitudine senza calore
e nella dolcezza… di un sogno proibito.

Nunzia Dimarsico
(www.miglionicoweb.it)

 

GIACOMO AMATI
14.07.2016

Al mio padrino Mimì Daddiego
Nunzia Dimarsico
MIGLIONICO. “Al mio padrino Mimì Daddiego”. E’ il titolo della commovente poesia che la poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico, “figlioccia” (nel senso religioso) di Mimì Daddiego, dedica al suo padrino di Battesimo. A beneficio dei lettori, giova sottolineare che i due poeti miglionichesi, per tanti anni, avevano come “smarrito” il loro legame parentale: erano diventati quasi degli “sconosciuti”. Poi, il “miracolo”: la comune passione per la poesia li ha avvicinati. E si sono riscoperti. Su “Miglionicoweb”. Leggendo e ammirando i rispettivi componimenti poetici. Da qui il senso di questa bellissima poesia che ha il suono dell’amore. E’ un’esplosione di gioia! Un concentrato di ammirazione che Dimarsico esprime alla persona che, battezzandola cinquant’anni fa, ne ereditò il compito di assisterla e sostenerla, ovviamente, a fianco dei suoi genitori. E’ un componimento poetico dolcissimo, quasi “romantico”. Nei 28 versi della lirica è particolarmente suggestivo quel “Ti ritrovo”, ripetuto ben sei volte. Ne sottolinea l’affetto ritrovato. Un sentimento prorompente che rende felice la poetessa. Un delicato stato d’animo che lei non può più nascondere. Nella poesia, quindi, c’è tutta l’emozione di un “silenzio” che non è più tale. Finalmente è diventato una “voce”. Una voce d’amore. Giacomo Amati

Al mio padrino Mimì Daddiego
Ti ritrovo
nella nostalgia del tempo
e con la parola immutata
nelle radici vissute.
Ti ritrovo
in una voce composta
e in un richiamo cresciuto
sui sentieri…
dei pensieri fioriti nelle albe assolate.
Ti ritrovo
lungo il cammino della vita
e nei silenzi smarriti.
Ti ritrovo
in un sogno comune
e dentro una vena ricolma
di una parlantina animosa…
… ed è come se il tempo
si fosse avvolto a ritroso
fino al giorno di un battesimo.
Ti ritrovo e ti canto
con un verso diverso dal tuo
per dirti di non tacere
anche quando il destino
ti vuole assorto nella ragione sovrana.
Ti ritrovo
e mi fermo…
in un ricordo rinato
all’ombra della tua parola possente!

Nunzia Dimarsico
14 luglio 2016

(www.miglionicoweb.it)

G. AMATI
10.07.2016

Ennesimo successo per la poetessa Nunzia Dimarsico
MIGLIONICO
. Ennesimo successo per la poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico che, nell’ambito del concorso nazionale di poesia, denominato “La Gorgone d’oro” (sedicesima edizione), a cura del centro di cultura e spiritualità cristiana “Salvatore Zuppardo” (Palermo), ha ottenuto un significativo riconoscimento. La poesia con cui ha partecipato al concorso, “Al levar del sole”, è stata inserita nell’antologia poetica, “La tua voce sui miei passi”, a cura di Andrea Cassini ed Emanuele Zuppardo. Al centro della lirica, che è strutturata in cinque strofe, per complessivi quindici versi, c’è il tema dell’inquietudine esistenziale. L’autrice lo affronta con la consueta delicatezza: rivolge il componimento poetico a se stessa ed esprime i sentimenti e le sensazioni che vivono nel suo “io”. Sono sufficienti i versi iniziali della lirica per farci capire che la poetessa, contemplando la sua vita interiore, s’immerge in alcune sensazioni. “Aspetto il levar del sole per respirare fuori dall’inquietudine serale… aspetto il mattino per tornare nella certezza di una voce”. Il lettore può intuire che nei pensieri della poetessa si sviluppa una sorta di confronto fra il fragore dell’inquietudine serale che avvolge il suo animo e l’attesa di ciò che può rasserenarla. Verosimilmente, l’inquietudine serale simboleggia l’angoscia propria di chi si sente “prigioniera” e che, nella fattispecie, impedisce alla poetessa di essere se stessa. Il levar del sole (il mattino), invece, rappresenta la luce che l’aiuta a ritrovare se stessa. L’autrice riscopre la gioia di vivere che risiede nel fondo della sua anima, così ricca di sensibilità. La poesia di questi versi non sta soltanto nelle parole scritte, ma soprattutto in quel che la poetessa ha dentro di sé. Nel suo meraviglioso animo poetico. Giacomo Amati
(www.miglionicoweb.it   del 10 Luglio 2016)

G. AMATI
1.07.2016

Nunzia Dimarsico si classifica al secondo posto nell'ambito del premio letterario "G. Leopardi"
MIGLIONICO. Protagonista di primissimo piano del mondo letterario e poetico miglionichese, la poetessa Nunzia Dimarsico (51 anni), con la silloge (raccolta) di dieci poesie, intitolata “L’elogio del silenzio”, s’è classificata al secondo posto nell’ambito del premio letterario internazionale “G. Leopardi”, a cura dell’associazione culturale “Scuola E. Kant”, diretta dalla giornalista Maria Conte. La cerimonia di premiazione s’è svolta nei giorni scorsi ad Aversa (Caserta), nell’aula magna dell’Università degli studi della facoltà di Ingegneria. Nella circostanza, alla talentuosa poetessa miglionichese è stato assegnato anche un attestato culturale quale riconoscimento alla carriera per i suoi meriti conseguiti nel campo della poesia. A tal proposito, giova sottolineare che Dimarsico scrive poesie sin dall’età dell’adolescenza. E finora ne ha scritte oltre mille, collezionando molteplici premi letterari in numerosi concorsi artistici, anche a carattere nazionale, cui ha partecipato. Nella fattispecie, a decretare il successo della silloge, “L’elogio del silenzio”, è stata una giuria composta da giornalisti e letterati. La raccolta comprende le seguenti liriche: “Alda Merini”, “Una Forma fedele”, “Un Angelo che scruta”, “abbandonarsi”, “Un nuovo viaggio”, “Smuovere il silenzio”, “Abitare in uno spazio”, “Ti sento vicina”, “Superare un istante”, “Amabile è la vita”. La raccolta è un dolcissimo inno alla vita, sazia il cuore del lettore e gli fa assaporare il gusto della vita. In particolare, nei versi della silloge la poetessa affronta i temi profondi dell’amore, dell’amicizia e del valore della vita. Sono poesie ricche di tenerezza, di “suoni” e di “colori”: sono quelli dei sentimenti che, con delicatezza, entrano nell’animo del lettore e lo nutrono, come può fare il fiore quando nutre l’ape. Sono versi di una donna raffinata, capace di “leggere” nella sua vita interiore e di “raccontarla” ai suoi lettori. Sono versi che invitano ad amare gli altri, a comprenderli ed aiutarli nel momento del bisogno. Che esprimono ammirazione per la grande poetessa milanese Alda Merini (1931-2009), che “dà luce al canto poetico… al dono che hai avuto come bellezza di una vita”. Che fanno diventare poesia il silenzio, quel bisogno di riflessione che c’è in ciascuna persona e che aiuta a creare un’atmosfera di pace e di serenità. Sono versi che portano i lettori a scoprire il senso della vita, la gioia e la magia di viverla. Quella stessa bellezza che, in realtà, è dentro di lei, nella sua sensibilità, nell’anima della poetessa. E che fa battere forte il cuore del lettore. Giacomo Amati (La Gazzetta del Mezzogiorno   del 1° Luglio 2016)

G. Amati
22 Marzo 2016

Nunzia Dimarsico, due sue liriche inserite nell'antologia "Venti di poesia...e racconti"
MIGLIONICO. Periodo ricco di soddisfazioni, artisticamente molto produttivo, per la poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico. Due sue liriche, intitolate “Il Divino” e “In uno sguardo labile”, in virtù del loro valore artistico e letterario, sono state inserite nell’antologia di poesie, “Venti di poesia… e racconti”, a cura dell’associazione culturale “Matera Poesia 1995”. Il libro, ed. “Profecta S.a.s, Matera, per complessive 94 pagine, raccoglie 68 liriche di 34 poeti e 3 racconti di tre scrittori, che fanno parte dell’associazione materana. La copertina del volume è firmata dall’artista ferrandinese, prof. Nicola Pavese. L’opera vuole celebrare i venti anni di attività culturale e letteraria dell’associazione su indicata. “Un ventennio in cui le parole si sono intrecciate, hanno tessuto una straordinaria tela, composto una mirabile canzone comunitaria, dipinto un arazzo magnifico che è medaglia per gli associati, per la città di Matera, anima territoriale e per la regione intera”, scrive la poetessa e scrittrice  Antonella Pagano in una nota di presentazione del libro. Da parte sua, il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, nella nota di saluto rivolta all’associazione culturale, scrive che “il valore della poesia, universalmente riconosciuto, assume un significato importante per le comunità nelle quali resta immutato il suo ruolo. Matera è uno dei luoghi nei quali il rapporto fra poesia e territori, fra scrittura e immagine diventa lo strumento di raccordo migliore attraverso il quale veicolare l’espressione più alta di una comunità”. Ma, cosa dicono le due liriche firmate dalla Dimarsico? Ebbene,  nei versi di “In uno sguardo labile”, la poetessa esprime un canto d’amore, in cui, dopo aver dato il libero sfogo al suo disappunto per il “fuggevole momento in cui libertà e parola s’incontrano davvero”, si compiace per la ritrovata serenità quando “ a sera… ci ritroviamo nei mimetici silenzi ad ascoltare la voce del cuore”. Ovviamente, la sera, nella fattispecie, non va vista nella sua dimensione temporale, ma va interpretata come il simbolo di un amore ricco di tenerezza e passione, capace di nutrire, con dolcezza, l’animo della poetessa che sente battere il suo cuore di gioia “nell’effimero sogno di un segreto”. Stupendo! Nella seconda poesia, “Il Divino” , invece, esprime una commovente e sublime meditazione, una preghiera. Nei versi si fondono, in modo mirabile, la poesia e la preghiera: la poetessa invoca l’aiuto “dell’Angelo fedele” per sostenerla a superare “le angosce di una notte inquieta”, ovvero le difficoltà che l’uomo incontra nella quotidianità della sua vita. Sono versi di intensa riflessione mistica: è il dialogo tra l’uomo e Dio. E, come d’incanto, “l’alba riaffiora nella magia di un presente con il canto felice d’una Creatura”. Meraviglioso! E’ così che Dimarsico “guarda” il mondo e lo trasforma in poesia. Giacomo Amati  (La Gazzetta del Mezzogiorno  del 22 Marzo 2016)

G.Amati
5 Gennaio 2016

Luci sulla poetessa di Miglionico Nunzia Dimarsico
MIGLIONICO
. Luci sulla poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico (51 anni) che, con la pubblicazione di sette sue poesie nel libro di un’antologia di testi poetici, “Tracce”, ed. “Pagine”, poligrafica laziale Frascati (Roma), conquista la ribalta nazionale e si pone come un autorevole punto di riferimento nel panorama letterario poetico del Materano.
L’antologia, pubblicata nei giorni scorsi, raccoglie 95 poesie che portano la firma di tredici autori (tre maschi e dieci donne). Le liriche scritte dall’artista miglionichese, che ha al suo attivo la produzione di oltre mille poesie, sono intitolate: “Stare vicino”, “Un’allegria in una forma”, “Aprire gli occhi”, “Fuori da me”, “Muta in un silenzio”, “Una partenza”, “Paure”.
Cosa dice la poesia di Dimarsico? E’ una poesia poliedrica, caratterizzata da molteplici sfaccettature: la prima peculiarità è costituita dal suo carattere autobiografico: la poetessa prende per mano il lettore e non esita a portarlo fin dentro quella che è la sua vita interiore. Dimarsico parla di sé, delle sue emozioni, dei suoi sentimenti, dei suoi tormenti, delle sue aspettative, delle sue paure e fragilità: fa conoscere il suo essere donna e fa riflettere sul senso della vita, delineando quelli che ne sono i valori fondanti: la solidarietà, la fratellanza, il bene comune, l’amore, l’amicizia, il senso di responsabilità. E’ una poesia che piace sia per la profondità dei messaggi che pone all’attenzione del lettore sia per la carica emotiva che esprime con le parole. I temi al centro della sua poesia, quindi, sono legati sia alla sua vita interiore sia agli aspetti sociali salienti della realtà d’oggi. Dal punto di vista della forma, l’uso dei puntini sospensivi, spesso collocati anche all’interno del verso, segna una seducente un’alternanza di suoni e silenzi che contribuisce a rendere il testo poetico ancora più ricco di particolari effetti espressivi e ritmici.
Ma il punto di forza della sua poesia è rappresentato dal messaggio intrinseco che esprime: consiste nell’invito ad amare il prossimo, a comprenderlo, a vivere nello spirito della fratellanza, a vivere non in modo passivo, come un “inquilino” qualsiasi, ma da protagonista, nella pienezza di chi è chiamato ad esprimere una “cittadinanza attiva”, uscendo dall’egoismo del suo “ego”, riconoscendosi nel principio del “noi”, liberandosi dall’egoismo, causa solo di vuoto e solitudine. In definitiva, la poesia di Dimarsico non smette mai di “parlarti”, non evapora mai, continua a dirti qualcosa anche quando si conclude. La sua poesia è come un “faro”, un fascio di luce che aiuta il lettore a liberarsi dall’indifferenza e lo esorta a vivere nell’umiltà, virtù, quest’ultima, concepita come l’elemento fondante della vita dell’uomo. In definitiva, è una poesia che invita il lettore a scoprire la pienezza della vita, il suo senso più profondo: quello che coincide con la capacità di amare, cioè di prendersi cura del prossimo. In fondo, il punto di forza delle liriche di Dimarsico è costituito dall’energia che trasmettono: per certi aspetti, insegnano sia ad osservare la realtà sia a capire le molteplici sfumature dell’animo umano. Giacomo Amati (La Gazzetta del Mezzogiorno   del 5 Gennaio 2016)

G.Amati
12 Novembre 2015

Tre significativi riconoscimenti per Nunzia Dimarsico
MIGLIONICO. Periodo d’oro per la cinquantenne poetessa miglionichese Nunzia Dimarsico: in pochi giorni, ha ricevuto ben tre significativi riconoscimenti che sottolineano il valore artistico e letterario della sua poesia, così ricca di contenuti e di idee che arrivano subito al cuore del lettore. La lirica “Il tuo amore” è stata premiata con diploma di merito e targa nell’ambito del concorso letterario, “Premio Vincenzo Asselta”, promosso dal “Vivaldi festival” di Pomarico; poi, col componimento poetico “Aspettare in una quiete” ha ricevuto una segnalazione di merito nel quadro del premio letterario, “Le Pieridi”, organizzato dall’associazione culturale “Achernar” di Policoro; infine, una menzione d’onore (per la sezione poesia religiosa) le è stata assegnata in virtù della poesia, “Maria…l’Unica sempiterna”, nell’ambito del premio internazionale di “Arti letterarie- Thesaurus 2015” (quarta edizione), promosso dal Cenacolo letterario internazionale “Altre Voci”, in collaborazione con l’associazione culturale “Cuore di Carta”. Si tratta di tre poesie di altissimo impatto emotivo, accomunate da un unico filo conduttore: è quello che teorizza il valore dell’amore come ricerca del bene comune. In pratica, l’amore viene concepito come strumento privilegiato, capace di “svegliare” la coscienza dell’uomo dal torpore in cui sembra essere precipitato nella società d’oggi. Soprattutto nei versi a carattere religioso della poesia premiata nella recente manifestazione letteraria, che s’è svolta a Matera nei giorni scorsi (24 e 25 ottobre), la bravissima poetessa miglionichese “guarda” ai problemi che scandiscono la vita dell’odierna società e, dopo aver invocato l’aiuto della Madonna, invita l’uomo a vivere all’insegna dell’amore fraterno. In altre parole, leggere queste tre poesie è come percorrere un “viaggio” alla ricerca di una vita migliore, più a misura d’uomo. In questi versi, la poetessa esplora la realtà, ne “fotografa” alcuni aspetti ed esorta gli uomini a non vivere nella rassegnazione, ma nella speranza di un’esistenza fondata sui valori della fratellanza, della solidarietà, dell’amicizia e dell’amore. Siamo di fronte ad una poesia “impegnata” che, per certi aspetti, ha un carattere “sociale”, volta ad incitare l’uomo a risolvere i suoi problemi esistenziali, senza subirli passivamente. In definitiva, questa poesia è come una “sorgente”: è fonte di ristoro e di energia. Giacomo Amati (La Gazzetta del Mezzogiorno del 12 Novembre 2015)

G.Amati
26 Gennaio 2015

Riconoscimento nazionale per Nunzia Dimarsico di G. Amati
MIGLIONICO. Prestigioso riconoscimento a carattere nazionale per la poetessa miglionichese, Nunzia Dimarsico: una sua lirica, intitolata “Una Gemma”, è stata inserita in un libro di antologia, pubblicato nei giorni scorsi, a cura del “Centro internazionale AntropoArtistico Counseling” (Ciac) di Ascoli Piceno, con il patrocinio della regione Marche, nell’ambito del concorso nazionale di poesia, denominato “Festival dei Due Parchi”. Al centro di questa meravigliosa poesia, strutturata in cinque strofe, scritta dall’autrice nello scorso mese di agosto, ci sono due nuclei tematici: il primo è costituito dall’amore, quale valore fondante della convivenza civile, capace non solo di “colorare” e “riscaldare” la vita, ma di donarle la ragione di sé; il secondo tema, che è fortemente correlato al primo, è rappresentato dalla speranza di vedere germogliare, all’interno della nostra società e nella vita dell’uomo, un rinnovato palpito di vita, mai più accecato dall’odio e oppresso dall’egoismo, ma libero dall’indifferenza,  ricco di solidarietà e carità. La poetessa si rivolge alla vita e le dice: “Ti sei aperta come una gemma di un albero e irradiato il profumo del sole, per disegnare, con gli aliti dorati, i sogni più puri che, ai miei occhi aperti, appaiono semplicemente veri!”. Cosa ha di bello questa poesia? Semplice: la sua forza poetica sta nel messaggio che trasmette: la speranza di vedere rinascere una società migliore. In pratica, la poesia alimenta un sogno: è quello di vedere la vita dell’uomo illuminata dalla luce dell’amore. Cosa rappresenta questo riconoscimento così autorevole per la poetessa Dimarsico? “E’ un bel premio, senza dubbio. Mi gratifica – dichiara l’autrice, con un pizzico di soddisfazione – mi trasmette un senso di gioia e contribuisce a rafforzare la mia passione per la poesia”. Si tratta di un’attività letteraria instancabile, cominciata sin dall’età dell’adolescenza. E’ una poesia raffinata, un “alfabeto” di buoni sentimenti: attrae il lettore sia per la sostanza dei temi che affronta sia per l’autenticità dei contenuti che propone all’attenzione del lettore sia, infine, per l’eleganza e l’unicità della forma della declinazione dei versi. I temi più significativi che la contraddistinguono sono rappresentati da quella che è la vita dell’uomo d’oggi. Quest’ultima viene osservata e interpretata. L’esplorazione si trasforma in poesia, in un “diario” poetico che va diritto alla mente, al cuore del lettore. E’ una poesia in cui vale la pena tuffarci l’anima: ne uscirà arricchita da un turbinio di emozioni e di riflessioni. Giacomo Amati (La Gazzetta del Mezzogiorno del 26 Gennaio 2015)

Poesia vincitrice del Concorso Letterario "C'era una volta la scuola di campagna" 2015

LA  SCUOLA DEL  PASSATO di Nunzia Dimarsico

Erano altri tempi quelli di ieri…

quando l’ignoranza era l’ombra delle parole

e a scuola si andava…

con la fatica dichiarata in uno sguardo

e il freddo taciuto nel colore delle mani!

 

Erano altri tempi quelli delle nonne

quando la miseria era la sovrana delle case

e i sogni erano dignitose utopie senza le ali!

 

La scuola del passato… era disagio

ed era sudore misto a quello dei padri,

che pronti ad ogni albore, erano disposti ad abbracciare le ore

tra la polvere della terra e sotto il sole a bruciarsi la pelle!

 

Era sacrificio per chi l’indigenza

la inalava nei lunghi sospiri,

ed era abnegazione per chi aveva l’ambizione

di cambiare il tempo… in uno migliore.

 

Era il sogno per il futuro

di chi voleva andare oltre il velame della stessa sorte,

ed era il presente…

per chi studiava anche di notte con una luce fioca

per non svegliare l’altro… dalle strenue forze in cui cedeva.

 

La scuola del passato

era quaderno con la copertina nera,

era abecedario ed era calamaio e pennino vero,

ed anzitutto scrittura viva

sui fogli ingialliti dai pallori delle fatiche.

 

Quella scuola… era rispetto degli scolari

per l’unico maestro che era padre o madre

in quelle ore…

dove la parola si faceva regale in un silenzio riverente

per rimanere ferma… nella memoria di un sempre.

 

La scuola di ieri

è ricordo immutato in un racconto vivo

di chi ha ancora la voce… in un’emozione pura

per illustrarne la gioia che dava la mano al dolore

quando il sole o una penombra  

pennellavano di un chiarore o di uno scuro

una realtà antica e dura…

che oggi rimane… come fotografia sbiadita…

con le sfumature nel suo passato!

 


Al Poeta Liborio Lascaro



NON TI HO MAI CONOSCIUTO DAVVERO

Non ti ho mai conosciuto davvero…
se non in un sorriso lontano
quando la mia giovinezza fioriva vicino ad un amico in comune!

Non ho mai sentito un tuo verbo maturo
nella materia di un mio tempo presente…
ti ho semplicemente scrutato in ogni gesto composto
quando qualcuno mi raccontava di un tuo silenzio agitato!

Ho letto di qualche tua emozione feconda
quando un tuo sangue fedele mi ha donato un ricordo
da conservare con un consenso d’amore!

Non ti ho mai conosciuto per com’eri davvero
in un vuoto… che a volte colmavi con un verso pulito
per dimostrare agli sguardi la purezza di un cuore!

Non ho mai potuto respirare il profumo
di un tuo umile dire…
perché eri troppo discreto in un timore taciuto.

E non ho mai sentito parola nella misura di una poesia
quella che scrivevi all’ombra di un dolore
per ricongiungerti al sole… quando la notte era lunga
in un affanno crudele …
ma speziato sempre… di un mistero che ci appartiene!

Nunzia Dimarsico

07 agosto 2015

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